Il Prof. Roberto Volpe, Lipidologo e Ricercatore del CNR di Roma, Direttore Scientifico di trigliceridiecolesterolo.it, spiega l’importanza di un progetto che faccia informazione sul problema dei trigliceridi elevati e sulle conseguenze dell’ipertrigliceridemia per nostra salute e in particolare per l’apparato cardiovascolare e cardiometabolico.

Quando parliamo di fattori di rischio cardiovascolari, in genere citiamo il colesterolo elevato, la pressione elevata, il diabete, il fumo, l’obesità. Però purtroppo ci dimentichiamo dei trigliceridi elevati.
È un peccato perché i trigliceridi elevati sono un importante fattore di rischio indipendente, cioè vuol dire che già avere una trigliceridemia al di sopra dei 150 mg/dl o, ancora peggio, al di sopra dei 200 mg/dl, nel sangue significa che sicuramente è un fattore di rischio cardiovascolare ma il problema è che spesso i trigliceridi elevati si associano ad altri fattori di rischio, come l’HDL basso, cioè un colesterolo buono basso, o l’obesità, o il diabete, o anche il colesterolo elevato nel sangue – la cosiddetta iperlipemia combinata mista. Quindi i trigliceridi elevati sono un importante fattore di rischio e frequente più del colesterolo.
Per questo c’è bisogno di trigliceridiecolesterolo.it, per parlare di trigliceridi e fare educazione da questo punto di vista, anche perché, se riduciamo i trigliceridi, preveniamo gli eventi cardiovascolari, come infarto del miocardio e ictus celebrale.