L’obesità può essere determinata in termini generali attraverso delle formule. L’indice di massa corporea è quella più utilizzata: noi mettiamo a numeratore i chili del paziente, come espressione del peso corporeo, e a denominatore l’altezza in metri elevata al quadrato.

Da questa formula si evince che, se il soggetto ha un “body-mass-index”, o indice di massa corporea, inferiore a 25 è normopeso, se ha un indice di massa corporea corporea tra 25 e 30 è in sovrappeso, se è superiore a 30 è obeso. Naturalmente poi esistono delle gradazioni di obesità, fino ad arrivare a obesità patologiche, quando avremo “body-mass-index” superiore anche a 40 kg per metro quadro. Ovviamente, al crescere dell’obesità, cresce anche il rischio di sviluppare diabete, e il rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari legate alla malattia diabetica. Quindi è sicuramente importante determinare il “body-mass-index”, anche se questa formula non ci fornisce informazioni qualitative su dove è distribuito il tessuto adiposo in eccesso, e se questo è distribuito, ad esempio, più sulla regione viscerale o sulla regione gluteo-femorale. Quindi noi dovremo abbinare alla determinazione del “body-mass-index” anche la determinazione dalla circonferenza-vita: che è un indice del grasso presente in sede viscerale o tronculare.

Ultimo aggiornamento 26/05/2016