Il Dottor Arrigo F.G. Cicero, Farmacologo Clinico dell’ Università di Bologna e Presidente SINut – Società Italiana di Nutraceutica,  spiega come una dieta povera di grassi saturi e l’uso di integratori contro il solo assorbimento possono non essere sufficienti per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. La sintesi del colesterolo e la sua ossidazione sono infatti ulteriori aspetti legati ai valori di ipercolesterolemia nel sangue, che vanno tenuti in considerazione per ridurre i valori di colesterolo nel sangue.

Uno dei quesiti più frequenti che si pone una persona che vede i suoi esami del sangue alterati per quanto riguarda la colesterolemia, è perché consumando gli stessi alimenti di altre persone, magari degli altri membri della famiglia, i suoi valori debbano essere più elevati.
Le motivazioni sono varie: da un lato vi sono delle ragioni “esterne”: magari una dieta che sembra uguale ma in realtà non lo è, un’attività fisica non sovrapponibile, una fascia di età simile ma leggermente diversa (esempio tipico: una donna in menopausa rispetto a una coetanea che ancora non lo è). Poi esistono moltissimi fattori “interni” e strutturali del soggetto, che noi non possiamo modificare: ad esempio la predisposizione naturale da parte del fegato a sintetizzare più colesterolo, la capacità da parte dell’intestino di assorbire più o meno efficientemente il colesterolo dietetico legato ai sali biliari e, in ultimo, anche la capacità di ognuno di noi di smaltire più o meno facilmente il colesterolo circolante tramite il fegato e tramite la bile.
Ovviamente esiste la possibilità di modulare dall’esterno tutte queste vie metaboliche che comportano un aumento dei livelli circolanti di colesterolo: qualcosa – ma poco – si può fare con la dieta, molto sicuramente con un’integrazione nutrizionale specifica, e in ultima battuta si può ovviamente seguire un approccio farmacologico.