La dieta riveste un ruolo importante per i livelli di colesterolo nel sangue: una dieta non bilanciata può causare ipercolesterolemia e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.
Ma, come spiegato dal Dott. Arrigo Cicero, non necessariamente mangiare di meno significa abbassare i livelli di colesterolo.

La percezione generale riguardo i livelli di colesterolo nel sangue è che si tratti di un parametro fortemente modulato da quello che si mangia ai pasti principali. Questo è solo parzialmente vero, perché per lo più è correlato alla quantità totale di cibo grasso che viene consumato, e solo in minore istanza alla tipologia di alimenti consumati. Tradotto in altri termini, se una persona segue una dieta bilanciata che contiene globalmente pochi grassi, se tra questi dovesse esserci ad esempio un po’ di burro, ciò non determinerebbe innalzamenti importanti dei livelli di colesterolo, probabilmente favorendo anzi un leggero innalzamento dei livelli di colesterolo buono.
È ovvio che vi sono alcuni casi in cui bisogna stare più attenti, perché ci sono cibi comunque ad alto contenuto di grassi, favorenti l’innalzamento della colesterolemia nel sangue, in particolare in soggetti predisposti: principalmente i grassi di origine animale, e anche alcuni prodotti ittici di solito poco utilizzati, come ad esempio l’anguilla o il capitone.
Esiste poi una categoria di grassi che assolutamente dovrebbe essere rimossa dalla nostra tavola: ovvero i grassi utilizzati dall’industria alimentare, ma anche purtroppo in alcuni prodotti definiti di produzione artigianale. Si tratta di grassi artificiali di sintesi, usualmente definiti come acidi grassi deidrogenati o parzialmente deidrogenati, o altrimenti detti desaturati o parzialmente desaturati, perciò molta attenzione va data alla lettura dell’etichetta dei prodotti.