Alimentazione sana, attività fisica, niente fumo, controllo del peso, monitoraggio della pressione e dei grassi nel sangue e, se serve, trattamento mirato con integratori specifici contro il colesterolo alto.
Norme generali per la riduzione del rischio cardiovascolare, certo, ma allo stesso tempo comportamenti utili a prevenire un problema che coinvolge circa il 13% della popolazione maschile: i disturbi di erezione, più propriamente definiti come disfunzione erettile. Questa può essere causata da diversi fattori, non ultimo quello psicologico, ma molto spesso la sua origine è più complessa, tanto che oggi gli Specialisti tendono a considerarla un sintomo, piuttosto che una patologia a sé.

In altre parole un campanello d’allarme che qualcosa che non va nell’organismo, molto spesso indice di disturbi vascolari e metabolici che possono mettere a rischio il nostro cuore.
Dietro eventuali episodi di disfunzione erettile si possono dunque celare patologie serie quali diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, ovvero i principali fattori di rischio di infarto e ictus.

Il modo di guardare alla questione è in verità duplice: chi soffre di disfunzione erettile deve tenere d’occhio il suo cuore perché potrebbe essere a rischio, ma specularmente si può affermare che aver cura della propria salute cardiovascolare, soprattutto attraverso la riduzione del colesterolo, fa bene in primo luogo al funzionamento dell’organo sessuale.

Che il benessere del cuore sia strettamente legato a quello del pene non deve sorprendere, poiché il buon funzionamento di entrambi gli organi dipende dallo stato di salute dei vasi sanguigni.
Il Prof. Roberto Volpe, Lipidologo e ricercatore del CNR di Roma, spiega che “tra le diverse cause della disfunzione erettile di certo concorre lo stato di durezza dei vasi; questo significa che se la placca aterosclerotica si forma anche nelle arterie del pene, chiaramente il sangue non può affluire a sufficienza e si sviluppa così il disturbo di erezione”.
Lo sviluppo della placca sulle pareti interne dei vasi è dovuto principalmente alla presenza nel sangue di colesterolo alto che va incontro a un processo di ossidazione. Le arterie peniene sono più “sensibili” al problema, in quanto avendo un diametro inferiore alle altre, tendono ad ostruirsi prima, in qualche modo “anticipando” eventi più gravi.
L’assunzione di integratori di qualità, che agiscano efficacemente anche contro il meccanismo ossidativo del colesterolo, oltre a limitarne assorbimento e sintesi  può rappresentare dunque la migliore strategia combinata, per conservare un buona funzionalità sessuale e prevenire allo stesso tempo possibili eventi cardiovascolari. A questo riguardo, va segnalato che è oggi disponibile un nuovo integratore di altissima qualità (nome commerciale Colesia®) che svolge una triplice azione proprio sui 3 aspetti indicati (assorbimento, sintesi, ossidazione).

Colesterolo alto: un nemico anche a letto

“La disfunzione erettile può rappresentare il ‘segno premonitore’ di un problema vascolare – ribadisce il
Dott. Alessandro Pizzocaro, Andrologo e Specialista in Endocrinologia presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano.
I danni ai vasi, causati ad esempio dalla presenza di colesterolo in eccesso nel sangue, determinano un maggior rischio cardiovascolare, ma portano con sé il problema correlato della disfunzione erettile. Come gli altri organi, il pene è irrorato infatti da arterie ricoperte internamente da un tessuto chiamato endotelio, che deve essere integro per rispondere efficacemente agli stimoli di dilatazione determinati dall’erezione”.

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